Storia della Spagna

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I primi insediamenti spagnoli risalgono al I millennio a.C., quando i Celti giunsero nelle attuali Asturie, in Galizia, nella Cantabria, nei Paesi Baschi e nel nord della Castiglia. Pochi secoli più tardi, i Fenici si stanziarono lungo la costa peninsulare orientale, mentre nel 700 a.C. i Greci si stabilirono nell’attuale Catalogna, dove nella parte settentrionale già c’erano gli Iberi.

I Romani giunsero in terra iberica, alla fine della Seconda guerra punica, avvenuta nel 201 a.C.. Nel 196 a.C. divisero il territorio, inizialmente in due aree (la Hispania Citeriore e la Hispania Ulteriore) e poi in tre province (Betica, Tarraconense e Lusitana). Il processo di romanizzazione, iniziò approssimativamente verso il 110 a.C. e durò fino alla metà del III secolo. Crollato l’impero di Roma i vandali giunsero nella penisola iberica: per un breve periodo, partendo dall’Andalusia, i Visigoti estesero il proprio dominio su tutto il paese.

Nel 700 arrivarono gli Arabi, che regalarono alla Spagna splendide testimonianze della loro civiltà e della cultura musulmana. Gli Arabi si erano stanziati in quasi tutto il territorio iberico, ad eccezione delle zone montuose settentrionali. Proprio da qui parti la celebre Reconquista (inteso come quel periodo durato circa 750 anni in cui avvenne la conquista dei regni moreschi musulmani di al-Andalus della Penisola iberica da parte dei cristiani.). Tutto iniziò verso il 720 quando un gruppo di cristiani rifugiatisi nelle foreste di Covadonga (nelle Asturie) sconfisse un distaccamento musulmano. Qualche anno dopo, gli islamici persero i territori della Rioja e del Duero, e lentamente, l’intera Spagna meridionale (ad eccezione di Granata e Cordoba).

Tra il Cinquecento ed il Seicento la Spagna conobbe la dinastia degli Asburgo: furono anni importanti, caratterizzati da un’eccezionale espansione territoriale. Dopo la guerra di successione spagnola (combattuta tra il 1701 e il 1714, vedeva in gioco gli interessi della Francia e della Baviera, da un lato e dell’altro quelli dell’Inghilterra e dell’Austria), la Spagna perdette la supremazia militare in Europa.

A guerra finita, in Spagna iniziò a governare la casata dei Borbone che diede vita al famoso Illuminismo politico. L’11 febbraio del 1873, fu proclamata la Prima Repubblica spagnola. Caratterialmente e strutturalmente debole, durò solo 11 mesi. Nel 1874 si assistette infatti alla Restaurazione borbonica, caratterizzata da un’iniziale stabilità istituzionale, sociale ed economica. Presto però le cose mutarono. Il 13 settembre del 1923, infatti, il Capitano Generale della Catalogna, Miguel Primo de Rivera si ribellò contro il Governo e dette inizio a un colpo di Stato con l’appoggio della maggioranza delle unità militari.

Dopo la crisi economica del 1927, accentuata soprattutto nel 1929, la repressione violenta degli operai e degli intellettuali e la mancanza di sintonia tra la borghesia e la dittatura, la monarchia divenne l’obiettivo dell’opposizione, riunitasi al completo nell’agosto del 1930 nel Patto di San Sebastian. I governi Dámaso Berenguer, denominato la “dictablanda”, e di Juan Bautista Aznar-Cabañas, non riuscirono a invertire la tendenza. Dopo le elezioni amministrative del 1931, il 14 aprile viene proclamata la Seconda Repubblica, terminando la restaurazione borbonica in Spagna.

Negli anni Trenta, la Spagna è martoriata dalla Guerra Civile Spagnola (17 luglio del 1936 – 1 aprile del 1939), da molti considerata il preambolo alla Seconda Guerra Mondiale. La guerra venne combattuta dai nazionalisti anti-marxisti, noti come Nacionales, ed dai Republicanos composti da truppe governative e sostenitori della Repubblica spagnola. Il conflitto vide la sconfitta della causa repubblicana e l’inizio della dittatura del generale nazionalista Francisco Franco.

Al potete dal 1937 al 1975, Franco segue l’ideologie naziste e fasciste attuando una repressione brutale contro i suoi avversari. Il franchismo, inteso come regime politico, si concluse con la morte di Franco, a cui successe il re Juan Carlos I. Fu grazie a quest’ultimo che il Paese riuscì finalmente a tornare alla democrazia ed ad intraprendere il cammino dello sviluppo.

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